Hussein di Skardu, é il mio autista o
meglio é l'autista pachistano che ogni giorno porta me e il mio collega su e
giù dal campo all'impianto. Complice le spese necessarie alla mia sistemazione
in Saudi oggi ho trascorso con lui quasi più di quattro ore. La sua voglia di parlare
unita alla mia curiosità ha fatto si che oggi ho potuto apprezzare la levatura
morale (molto più alta di quella fisica) del mio compagno di spostamenti, la
sua conoscenza del mondo e l'apertura mentale di un 60enne quasi analfabeta,
nato a 2500 metri di quota a 100 km dal K2. Dopo una prima chiacchiera
sulla sua regione (Skardu), che a detta sua è un posto di pace, abitato da
gente di pace in una natura straordinaria "una volta scesi dall'aereo un
profumo di rose ti assale sembra quasi che il tuo vicino si sia messo un
profumo fortissimo" ed ancora "un uomo a due persone che discutevano
animatamente si è avvicinato dicendo, non sapete che siete di Skardu? Perché
urlate, e loro subito si sono tranquillizzati". Poi la nostra discussione
é passata all'alimentazione tipica di questa bella regione e lui mi ha
cominciato a descrivere come si fa uno stufato di carne, cipolla e pepe nero e
di un miscuglio fatto di pane, latte e uova cotto sotto la cenere così buono
che "mi sembra di sentirlo ancora in gola, da 20anni lo desidero"Poi
dopo una breve rassegna di tutti i posti in cui ha vissuto, delle 7 lingue che
vanta di conoscere, dopo avermi intrattenuto con le dinamiche del mercato
immobiliare di Karachi mi ha cominciato a parlare di religione, ma in maniera così
laica, che mi ha sorpreso, facendomi apprezzare il lavoro e l'esperienza che mi
trovo a fare. Mi ha descritto con estrema sincerità l'interno di una moschea,
ammettendo che all'interno le chiese sono più particolari, poi mi ha espresso
tutta la sua indignazione per chi in questo momento offende la libertà del suo
paese, lo avvilisce e lo rende un paese "canaglia", concludendo che
un buon musulmano lavora e prega solo così non offende Dio.
Grazie
Hussein.
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lunedì 29 ottobre 2012
sabato 27 ottobre 2012
On going
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Quando il 10 marzo 2010, immerso in una delle più grandi tempeste
di sabbia di sempre, salutai Khurais e l'Arabia Saudita promisi a me stesso di
non tornare mai più nel regno, troppo duro mi dissi, troppo pesante l'aria, ma
ogni volta che ripetevo quella promessa a me stesso un filo di amarezza mi
assaliva. Il promettere qualcosa di totale, di universale o di perpetuo è
sempre un fardello e quasi mi dispiaceva, ogni volta che ripetevo la mia
promessa mi precludevo la possibilità di rivedere il deserto, quello vero, le
mandrie di cammelli, quell'aria certo pesante ma che solo una teocrazia come
"il regno" può farti provare, e poi la sfida, precludersi la
possibilità di ripetere una sfida ha un prezzo elevato. Ma fino a 4 mesi fa il
prezzo della mia promessa ero ben felice di pagarlo. Poi una chiamata, una
serie di proposte, una debole trattativa, alcune promesse puntualmente
disattese, 2 mesi di vacanza, 10 giorni nel mare del nord tra Norvegia e
Danimarca, 3 settimane di lavoro nella città capitolina e adesso sono qui, alle
20.05 ora locale, all'aeroporto internazionale di Istanbul, ed aspetto un aereo
che mi farà infrangere quella promessa. Sono passati 31 mesi 13 giorni e circa
8h da quella promessa, il volo per Dammam mi porterà nel regno, mi rimetterà di
fronte ad una vecchia sfida vinta, con questo spirito e con l'imperdibile
voglia di scommettermi ri-affronto l'avventura. Fiducioso più di prima che da
ogni esperienza di vita possa nascere qualcosa di buono aspetto il volo seduto
in attesa che il gate apra.
Istanbul, 23/10/2012 ore 20.15
mercoledì 6 giugno 2012
...Saluti
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Dopo più di due anni la mia avventura in Qatar è cominciata a tramontare, ci siamo è iniziata la fine a meno di due mesi dalla fine mi vedo costretto a cominciare a pensare alle spedizioni, ai saluti, alle ultime cose da fare prima di lasciare il paese e poi?, e poi incertezze ma ciò che più mi rattrista è il dover lasciar partire lei, A-punto. Con un pizzico di imbarazzo voglio condividere con voi qualche riga ma mi preme fare una premessa infatti se probabilmente me la cavo con la prosa sicuramente sono un disastro con la rima e i versi, ma nonostante ciò voglio condividere il mio pensiero scritto in “poesia” per lei:
Povero Qatar che non potrà gioire del tuo sorriso,
Povera Doha che non avrà più la freschezza e la tua simpatia,
Povera Mesaieed che più non godrà dei tuoi eventi,
Poveri noi che restiamo senza le tue risate, le tue battute,
Povero me che dovrò aspettare molto tempo per odorare la tua pelle
Per baciare le tue labbra, per godere di te.
Ti amo, buon viaggio.
Povero Qatar che non potrà gioire del tuo sorriso,
Povera Doha che non avrà più la freschezza e la tua simpatia,
Povera Mesaieed che più non godrà dei tuoi eventi,
Poveri noi che restiamo senza le tue risate, le tue battute,
Povero me che dovrò aspettare molto tempo per odorare la tua pelle
Per baciare le tue labbra, per godere di te.
Ti amo, buon viaggio.
venerdì 20 gennaio 2012
Il venerdì che sa di domenica
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Svegliarsi presto per poter fare quella gita che hai in mente da tempo, mettere fuori il naso e scoprire che il cielo è grigio la temperatura è più bassa degli altri giorni e così decidi di cambiare programma, rischiare un acquazzone nel deserto non è proprio il massimo. Così torni a letto e pigramente ci resti fino a tardi. Inevitabilmente poi un richiamo ancestrale ti fa alzare dal letto,quel richiamo è la fame, quella fame che dalla notte dei tempi ha spinto gli uomini nelle imprese più disparate più ardue tra cui annoverare anche la levataccia che alle 12.00 am dal tuo giaciglio sei costretto a fare... Un pasto veloce, un caffè che più che espresso è express per quanto è veloce e poi ti ritrovi nuovamente sul divano dove con la tua "trequarti" discuti su come dare un senso alla giornata tra un thè in albergo, una mostra di arte moderna o un film sulla mela morsicata (con l'augurio che magavideo ce ne regali ancora uno). Il tempo passa, la decisione è lontana dall'esser definita e ancora di più dal diventare realtà, fortuna che ci sta Antonello, che tra un tesoro che sei, un ogni volta e un esortativo ricordati di me, ci toglie anche l'ansia della scelta.
Questa potrebbe sembrare una storia da domenica mattina, ma nel golfo tutto ha un sapore diverso così che il venerdì sa di domenica e il deserto di casa.
giovedì 21 aprile 2011
Giorno n.8: Washington
Oggi il tour é proseguito in giro per i monumenti piú importanti della capitale: la casa bianca, il cimitero arnrlington dove oltre ai Kennedy sono sepolti migliai di militari e veterani. L'ordine di quelle lapidi sembrava l'ordine che gli stessi militari possiedono in vita quando sfilano in parata. Complice la bella giornata la sensazione in quel cimitero era di assoluta pace e fierezza non vi era spazio per la retorica.
Pranzo e pomeriggio lo abbiamo trascorso lungo la via dei musei, che qui sono gratis, mangiando la carne di bufalo e visitando il museo dei nativi americani e quello dello spazio.
Il primo non meritavo molto per come e' stato concepito ed il secondo meritava piu' attenzione di quella che abbiamo messo, causa stanchezza...
Dopo esserci riposati in albergo un paio di ore siamo di nuovo pronti ad uscire e ci dirigiamo a Georgetown.
Il quartiere non era molto vivo ma nonostante ció le ore sono trascorse in maniera felice e rilassata in compagnia dei nostri compagni di viaggio.
Pranzo e pomeriggio lo abbiamo trascorso lungo la via dei musei, che qui sono gratis, mangiando la carne di bufalo e visitando il museo dei nativi americani e quello dello spazio.
Il primo non meritavo molto per come e' stato concepito ed il secondo meritava piu' attenzione di quella che abbiamo messo, causa stanchezza...
Dopo esserci riposati in albergo un paio di ore siamo di nuovo pronti ad uscire e ci dirigiamo a Georgetown.
Il quartiere non era molto vivo ma nonostante ció le ore sono trascorse in maniera felice e rilassata in compagnia dei nostri compagni di viaggio.
mercoledì 20 aprile 2011
Giorno n.7: pullman
Stamattina abbiamo lasciato Niagara sotto una fitta coltre di nuvole e un vento carico di acqua. La giornata si é svolta quasi completamente sul pullman ed abbastanza noiosa se non fosse per la compagnia che qui non é per nulla male. L'attività predominante del giorno è stato mangiare, con due punte di eccellenza: il pane e salame (italiano) che abbiamo trovato in un market della Pensylvenia e poi una marmellata di fragole al market degli Amish. Questa piccola comunità luterana calvinista vive secondo i precetti della Bibbia rifiutando ogni innovazione tecnologica, il loro villaggio che abbiamo avuto la possibilità di visitare lungo la strada per Washington, non è molto diverso da quelli che abbiamo incontrato nella campagna Americana, ma li il trattore è sostituito dagli animali da soma e non c'è nessuna traccia di cavi elettrici. Arrivati nella capitale degli states in serata, abbiamo passato il tempo che ci rimaneva a godere della vita notturna di Washington e dei suoi principali monumenti. Il giro è iniziato con la visita di George Town, la vecchia cittadina portuale che un tempo fu inglobata a Washington è un quartiere estremamente elegante e divertente, ricco di ristoranti e localini, sembra una Piccadilly raffinata, dove i suoi visitatori eleganti e ordinati si divertono non poco.
Il centro culturale dedicato a JFK, il campidoglio, la stazione dei treni e monuments mall dove tutti i presidenti piú importanti hanno un mausoleo. La prima impressione che abbiamo di questa cittá è estremamente positiva. Dinamica, ordinata e nello stesso tempo elegante e raffinata. Non per nulla il suo progettista si ispirò a Parigi.
La nostra serata è proseguita con un brindisi in un tipico pub irlandese nei pressi del nostro bell'albergo.
Il centro culturale dedicato a JFK, il campidoglio, la stazione dei treni e monuments mall dove tutti i presidenti piú importanti hanno un mausoleo. La prima impressione che abbiamo di questa cittá è estremamente positiva. Dinamica, ordinata e nello stesso tempo elegante e raffinata. Non per nulla il suo progettista si ispirò a Parigi.
La nostra serata è proseguita con un brindisi in un tipico pub irlandese nei pressi del nostro bell'albergo.
Giorno n.6: Toronto e cascate del Niagara
Appena dopo aver fatto colazione nel noto caffè americano con la stella verde, ci siamo diretti verso Toronto.
La capitale del Ontario si mostra come una città nuova e dinamica, ricca di palazzi di vetro. Le strade ordinate, gli universitari che popolano il centro, la gente vestita alla moda contrasta con la piú "nostrana" USA.. Sembra quasi una città del nord Europa, elegante e raffinata. Caratteristica di Toronto come di tutte le piú grandi città canadesi é la fitta rete di tunnel sotterranei che collegano palazzi, uffici, enti pubblici e centri commerciali attraverso un susseguirsi di negozi, piazzette e bar.
Di ritorno da Toronto dopo un fantastico sonnellino sul pullman ci siamo diretti al tunnel delle cascate per ammirare la colonna d'acqua giusto da dietro. La visita é proseguita sul bel vedere dove gli spruzzi della cascata ci hanno completamente coperti.
La parte del pomeriggio restante l'abbiamo dedicata ad un rapido giro della cittadina di Niagara, i fast food, i parchi giochi e pure il casinò in questa città di frontiera sotto il cielo grigio e la pioggia ci ha messo una tristezza incredibile, proprio quando ci eravamo abituati all'idea di passare una serata anonima abbiamo incrociato il un gruppo di compagni di viaggio che ci ha allietato la serata...
La capitale del Ontario si mostra come una città nuova e dinamica, ricca di palazzi di vetro. Le strade ordinate, gli universitari che popolano il centro, la gente vestita alla moda contrasta con la piú "nostrana" USA.. Sembra quasi una città del nord Europa, elegante e raffinata. Caratteristica di Toronto come di tutte le piú grandi città canadesi é la fitta rete di tunnel sotterranei che collegano palazzi, uffici, enti pubblici e centri commerciali attraverso un susseguirsi di negozi, piazzette e bar.
Di ritorno da Toronto dopo un fantastico sonnellino sul pullman ci siamo diretti al tunnel delle cascate per ammirare la colonna d'acqua giusto da dietro. La visita é proseguita sul bel vedere dove gli spruzzi della cascata ci hanno completamente coperti.
La parte del pomeriggio restante l'abbiamo dedicata ad un rapido giro della cittadina di Niagara, i fast food, i parchi giochi e pure il casinò in questa città di frontiera sotto il cielo grigio e la pioggia ci ha messo una tristezza incredibile, proprio quando ci eravamo abituati all'idea di passare una serata anonima abbiamo incrociato il un gruppo di compagni di viaggio che ci ha allietato la serata...
lunedì 18 aprile 2011
Giorno n.5: in viaggio
Sveglia alle 6.00, breve colazione e poi al punto di ritrovo, con puntualità.... Americana, alle 8.00 siamo partiti alla volta di Toronto, dopo aver attraversato il New Jersey siamo passati in Pensylvenia dove abbiamo uno stop tecnico ci siamo rimessi in viaggio sulla 3011, una strada secondaria immersa in un bosco di querce quasi completamente spoglio, le poche case che si affacciano sulla strada sono le classiche case in legno a due piani dipinte di colori pastello.
Il viaggio prosegue adesso attraverso lo stato di New York, passando per una piccola cittadina di nome Binghamton dove vi risiedono una gran quantità di americani di origine greca e russa.

Il viaggio è proseguito nella campagna americana fino al confine canadese dove un cambiamento di paesaggio ci ha accolto. Una città nel nulla o meglio sulle cascate. Quasi arroccata sui bordi del dirupo la città di Niagara sembra una piccola Las vegas piena di luci colorate, insegne e pupazzi giganti per le strade. Le cascata è semplicemente spettacolare e vederla scendere su di un lago completamente ghiacciato rende il tutto ancora piú suggestivo.
La nostra cena è stata ad elevazione, all'interno di una torre girevole sulle cascate che definirei "il paradiso del fotografo".

Il viaggio prosegue adesso attraverso lo stato di New York, passando per una piccola cittadina di nome Binghamton dove vi risiedono una gran quantità di americani di origine greca e russa.

Il viaggio è proseguito nella campagna americana fino al confine canadese dove un cambiamento di paesaggio ci ha accolto. Una città nel nulla o meglio sulle cascate. Quasi arroccata sui bordi del dirupo la città di Niagara sembra una piccola Las vegas piena di luci colorate, insegne e pupazzi giganti per le strade. Le cascata è semplicemente spettacolare e vederla scendere su di un lago completamente ghiacciato rende il tutto ancora piú suggestivo.
La nostra cena è stata ad elevazione, all'interno di una torre girevole sulle cascate che definirei "il paradiso del fotografo".

domenica 17 aprile 2011
Giorno n.4
La visita della città é iniziata molto lentamente quest'oggi, la corsa di ieri ci ha stancati parecchio. Godendo di un pallido sole ci siamo diretti ad Harlem. Il quartiere a Nord di NYC è stato per molti anni un quartiere di periferia, di frontiera; oggi si presenta come un quartiere ordinato e pulito dove le case in stile coloniale si alternano con colori che vanno dal rosso al marrone. Dopo aver girovagato per più di un'ora nel quartiere ci siamo diretti verso la più antica chiesa nera dello stato di New York. Qui siamo stati letteralmente travolti da canti, applausi a tempo e da una gran bella gioia diffusa.. Qui abbiamo avuto la pazienza di ascoltare l'intera messa e non uscire subito come la maggior parte dei turisti e siamo stati premiati con un paio di veri canti gospel e con una croce benedetta fatta con una foglia di palma benedetta. Riempita l'anima ci siamo diretti sulla madison ave a riempire lo stomaco. Qui a due passi da central Park ci siamo imbattuti in un ristò: one fish two fish. Un piccolo ristorante caratteristico dove si respira un'aria rilassata si mangia veramente bene e si ascolta del jazz dal vivo. Il pomeriggio lo abbiamo trascorso passeggiando all'interno di central park. Qui l'aria dei film americani è palpabile basta vedere lo skyline dal lago...
Giorno n.3: Distretto finanziario
Sveglia di buon ora colazione da starbucks e poi subito in giro: distretto finanziario e ponte di brooklyn, oggi la città sembra quasi non volersi svegliare, complice il vento che sembra graffiare i volti e un cielo grigio che copre tutto e da un'aria nostalgica ad ogni cosa.
Dopo aver girato per New Amsterdam abbiamo percorso la broadway sino all'intersezione con canal street dove inizia il quartiere di SOHO. Negli anni settanta era il quartiere degli studenti e degli artisti, oggi è un quartiere alla moda, un pó alternativo dove una cultura suburbana e multirazziale si osserva ad ogni angolo, fantastici negozi di oggettitistica in legno e in porcellana, caffè dentro vecchie serre d'inizio secolo e palazzi restaurati fanno respirare un'aria di elegante e straordinaria internazionalità: l'anima chic di New York. Il nostro girovagare ci ha portato in un delizioso ristorante: orange blue dove tra piatti francesi e sangria spagnola si ascolta della bella musica africana e delle tavole dipinte alle pareti sono una perfetta cornice.
Dopo essere andati a "zonzo" per il quartiere alla ricerca di una calzamaglia per uomo.. e dopo subito in albergo. Dopo aver fatto un cambio tecnico dell'abbigliamento ci siamo diretti al molo 81 dove un elegante battello ci ha portato in giro sul fiume Hudson a godere della vista della città. Al suo interno ci hanno servito una cena a lume di candela accompagnati dalle note di un trio jazz. Tutto é perfetto anche gli occhi di A-punto stasera sono in grande spolvero, piú intensi del solito regalano forti emozioni. Riapro il post che credevo ormai chiuso per segnalare quello che effettivamente è stato una macchia alla serata: l'acqua e non parlo della San pellegrino che ci hanno fatto pagare nemmeno fosse chardonnay d'annata ma dell'acqua che è venuta giú e come un lenzuolo freddo ci ha avvolto fino a dentro la nostra camera!!!

Dopo aver girato per New Amsterdam abbiamo percorso la broadway sino all'intersezione con canal street dove inizia il quartiere di SOHO. Negli anni settanta era il quartiere degli studenti e degli artisti, oggi è un quartiere alla moda, un pó alternativo dove una cultura suburbana e multirazziale si osserva ad ogni angolo, fantastici negozi di oggettitistica in legno e in porcellana, caffè dentro vecchie serre d'inizio secolo e palazzi restaurati fanno respirare un'aria di elegante e straordinaria internazionalità: l'anima chic di New York. Il nostro girovagare ci ha portato in un delizioso ristorante: orange blue dove tra piatti francesi e sangria spagnola si ascolta della bella musica africana e delle tavole dipinte alle pareti sono una perfetta cornice.
Dopo essere andati a "zonzo" per il quartiere alla ricerca di una calzamaglia per uomo.. e dopo subito in albergo. Dopo aver fatto un cambio tecnico dell'abbigliamento ci siamo diretti al molo 81 dove un elegante battello ci ha portato in giro sul fiume Hudson a godere della vista della città. Al suo interno ci hanno servito una cena a lume di candela accompagnati dalle note di un trio jazz. Tutto é perfetto anche gli occhi di A-punto stasera sono in grande spolvero, piú intensi del solito regalano forti emozioni. Riapro il post che credevo ormai chiuso per segnalare quello che effettivamente è stato una macchia alla serata: l'acqua e non parlo della San pellegrino che ci hanno fatto pagare nemmeno fosse chardonnay d'annata ma dell'acqua che è venuta giú e come un lenzuolo freddo ci ha avvolto fino a dentro la nostra camera!!!

sabato 16 aprile 2011
Giorno n.2
Secondo giorno nella grande mela! Oggi la primavera New yorkese ci ha riservato un freddo vento Atlantico. La mattina l'abbiamo dedicata a girare la città in maniera veloce con un mini tour organizzato: central park, ground zero, wall street, soho, little italy, 5th ave etc. Il pranzo con il tipico hot dog che riempie le strade e poi il pomeriggio dopo essermi imbambolato nel negozio lego del rockefeller center abbiamo visto il Met il museo d'arte piú grande d'occidente dove il tempo è letteralmente volato. Adesso abbiamo finito di cenare e stiamo organizzando il tour di domani stanchi, sfatti, contenti e innamorati.
venerdì 15 aprile 2011
Giorno n.1: welcome to New York
Qui New York, dopo tre ore di sonno, 9,30h di aereo e un'ora di pullman, siamo arrivati nel cuore di Manathan tra la 44 th e la 7 ave... si proprio a Time square! Nel cuore della grande mela, esattamente nella parte di mela che non dorme mai!! Abbiamo fatto un rapido giro nella 5 ave dove tra improvvise cattedrali e famosissimi negozi abbiamo camminato con il naso all'insù fino al central park dove stanchi e sfiniti siamo finiti dentro il "cube" la struttura di vetro che fa da ingresso al più famoso apple store. Adesso andiamo a letto cercando di farla Franca con il fuso...
mercoledì 13 aprile 2011
New York, New York
Si parte!!! Nuovo viaggio all'inizio della nuova avventura di coppia: luna di miele. Si va alla scoperta dell'America, New York, Toronto, cascate del Niagara e Washington sono le nostre mete. Vorrei cimentarmi in una nuova esperienza descrittiva, tenterò di descrivere tutto il viaggio, avventure, vicissitudini, panorami, sensazioni, emozioni tutte attraverso il blog. Confido nel mio nuovo iPod e alle generosità delle reti wi-fi.. Adesso devo scappare mi tocca chiudere la valigia!!
venerdì 11 marzo 2011
Un pò di addii
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WE degli addii, il mio amico Z. se ne va e saluta per 4° volta il Qatar, con una festa di addio, io colgo l'occasione per dare un primo prematuro addio al celibato e insieme passiamo una gran bella serata nel locale più cool di Doha... la festa si è poi prolungata oggi in mezzo al deserto dove con due attrezzatissime 4x4 ( attrezzatissime di ogni cosa ti potesse servire o desiderare in mezzo al deserto, attrezzata ovviamente anche di amici) siamo andati in giro nel sud del Qatar giusto di fronte al confine saudita. Ecco qualche scatto:



mercoledì 6 ottobre 2010
Turnazione in un cantiere all'estero: istruzioni per il 90/15
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Chi sono? Sono un Italiano all'estero, ma non faccio parte della schiera di cervelli in fuga dall'Italia, ma più semplicemente tra quelli che hanno il cervello in fuga, da loro stessi.
Ciò si manifesta con un apparente comportamento sociale, salvo poi inspiegabilmente perseguire da quasi un anno a fare un lavoro poco considerato per un totale di ore 70h settimanali alla faccia dei diritti dei lavoratori, di Berlinguer, Lima e tutti i sindacati uniti: CGIL, UIL, CISL, FIOM, SNALS, SICET, SINPA, ORSA, SSP e VPOD. Le giornate passano veloci è vero, ma faccio di continuo su è giù, sudo letteralmente 3 camice al dì, litigo almeno con 4 nazionalità differenti, mandandoli comunque a quel paese sempre con la stessa lingua: il catanese, mi prendo almeno uno shampoo al giorno, a cui abbino delle volte anche doccia, idromassaggio, sauna e bagno turco! e poi? e poi dopo sudore, grida, acidità di stomaco (nemmeno mangiassi caponata tutti i giorni), aver regalato tutti i biglietti tram per Quelpaese, arrivo al 90esimo giorno, sfatto come l'uovo della carbonara prendo l'aereo, rigorosamente di notte così da esser certo di non dormire, e dopo 10 h di aerei, aeroporti, bus, bambini che piangono, passeggeri che puzzano, valige che aspetto nemmeno fossi un bimbo che aspetta il natale, arrivo a destinazione: Casa. Ho il tempo di dire ciao, è uno stato comatoso prende possesso di me, così come un orso che va in letargo, o come un tirchio davanti alla tassa comunale per la spazzatura: perdo i sensi, svengo, tecnicamente mi addormento, dopo circa sei ore mi svegliano e quello che io penso sia il primo di una lunga serie di sonnellini, si rivela l'unico periodo di riposo delle mie vacanze. Comincio a corre a macinar chilometri a far andare la macchina avanti e indietro, in lungo e in largo, e più giro e più cerco e provo e faccio, ed è già il 15esimo giorno e mi accorgo che la valigia non l'ho mai disfatta, mi basta saturarla con cibarie ed altri articoli mangerecci e subito sopra un aereo, assolutamente impreparato al giorno 1!
Ciò si manifesta con un apparente comportamento sociale, salvo poi inspiegabilmente perseguire da quasi un anno a fare un lavoro poco considerato per un totale di ore 70h settimanali alla faccia dei diritti dei lavoratori, di Berlinguer, Lima e tutti i sindacati uniti: CGIL, UIL, CISL, FIOM, SNALS, SICET, SINPA, ORSA, SSP e VPOD. Le giornate passano veloci è vero, ma faccio di continuo su è giù, sudo letteralmente 3 camice al dì, litigo almeno con 4 nazionalità differenti, mandandoli comunque a quel paese sempre con la stessa lingua: il catanese, mi prendo almeno uno shampoo al giorno, a cui abbino delle volte anche doccia, idromassaggio, sauna e bagno turco! e poi? e poi dopo sudore, grida, acidità di stomaco (nemmeno mangiassi caponata tutti i giorni), aver regalato tutti i biglietti tram per Quelpaese, arrivo al 90esimo giorno, sfatto come l'uovo della carbonara prendo l'aereo, rigorosamente di notte così da esser certo di non dormire, e dopo 10 h di aerei, aeroporti, bus, bambini che piangono, passeggeri che puzzano, valige che aspetto nemmeno fossi un bimbo che aspetta il natale, arrivo a destinazione: Casa. Ho il tempo di dire ciao, è uno stato comatoso prende possesso di me, così come un orso che va in letargo, o come un tirchio davanti alla tassa comunale per la spazzatura: perdo i sensi, svengo, tecnicamente mi addormento, dopo circa sei ore mi svegliano e quello che io penso sia il primo di una lunga serie di sonnellini, si rivela l'unico periodo di riposo delle mie vacanze. Comincio a corre a macinar chilometri a far andare la macchina avanti e indietro, in lungo e in largo, e più giro e più cerco e provo e faccio, ed è già il 15esimo giorno e mi accorgo che la valigia non l'ho mai disfatta, mi basta saturarla con cibarie ed altri articoli mangerecci e subito sopra un aereo, assolutamente impreparato al giorno 1!
lunedì 27 settembre 2010
A+V due punti
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58 sono i giorni dall'ultimo mio post, non un calo dell'interesse verso amemipiaceassai.tk ne una mancanza d'ispirazione e a dirla tutta cose da raccontare, emozioni da condividere, da esternare ne ho avute tante, ma il ticchettio delle lancette negli ultimi due mesi pare abbia avuto una particolare accelerazione. Come ho scritto tante le novità, alcune poco positive altre veramente straordinarie, rivoluzionarie, ricche di gioia, di speranza, di voglia di fare, di scommettere, di amare: una nuova vita mi aspetta, una nuova avventura chiamata matrimonio. di questa avventura i protagonisti siamo io e A-punto, il prossimo aprile la nostra voglia di stare insieme, di condividere, si realizzerà. Tante le incertezze, ma ancora di più è la voglia di costruire.
Fin qui tutto oridinario, l'avventura dunque? la straordinarietà? la nostra casa! lo spazio predisposto per la nostra esser famiglia non ha limiti o comunque non sono limiti oridinari, ma quelli straordinari del deserto qatarino, piuttosto quelli del mar tirreno che bagna le coste calabresi o qualunque altro posto le vicessitudini, il lavoro o il desio ci porteranno.
Fin qui tutto oridinario, l'avventura dunque? la straordinarietà? la nostra casa! lo spazio predisposto per la nostra esser famiglia non ha limiti o comunque non sono limiti oridinari, ma quelli straordinari del deserto qatarino, piuttosto quelli del mar tirreno che bagna le coste calabresi o qualunque altro posto le vicessitudini, il lavoro o il desio ci porteranno.
martedì 30 marzo 2010
Pensierino sul Qatar
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Sono di nuovo a Doha, dopo tante vicessitudini alti e bassi mi ritrovo nella piccola penisola del golfo persico. Oggi un pò di nostalgia mista a demoravvilimento, come dice un amico qatarino, mi fa pensare all'italia, alla mia di italia, quella che mi manca... Ma adesso voglio esorcizzare questo mixdi sentimenti, parlando di altro, per esempio del Qatar.
Il suo essere uno stato giovane, solo da pochi anni si è resa indipendente dal regno saudita, non giustica le stranezze o le volubili cose che accadono qui. Un esempio? Il consumo di alcool, l'ingresso nei locali, le regole che gestiscono le comunicazioni e anche l'ingresso tramite visto turistico, cambio, mutano, ricambiano con una facilità e velocità sconvolgente. Il paese è oggetto di grandi aperture culturali, di investimenti, per attrarre turisti e capitali ma inspiegabilmente non si apre veramente al turismo.
Per spiegarvi cos'è il Qatar, del suo essere proiettato tra il passato e il futuro, tra la voglia di essere leader tra i paesi moderati arabi e le forti tradizioni islamiche, che qui sono ancora forti, vi posso descrivere come procedono incessantemente i lavori per la costruzione di un bulding accanto al mio, da circa una settimana infatti giorno e notte un martello pneumatico lavora incessantemente incurante del sonno e del riposo degli abitatanti del quartiere e fermandosi solo per cinque volte al giorno quando il muezin alza il suo canto di preghiera...
Il suo essere uno stato giovane, solo da pochi anni si è resa indipendente dal regno saudita, non giustica le stranezze o le volubili cose che accadono qui. Un esempio? Il consumo di alcool, l'ingresso nei locali, le regole che gestiscono le comunicazioni e anche l'ingresso tramite visto turistico, cambio, mutano, ricambiano con una facilità e velocità sconvolgente. Il paese è oggetto di grandi aperture culturali, di investimenti, per attrarre turisti e capitali ma inspiegabilmente non si apre veramente al turismo.
Per spiegarvi cos'è il Qatar, del suo essere proiettato tra il passato e il futuro, tra la voglia di essere leader tra i paesi moderati arabi e le forti tradizioni islamiche, che qui sono ancora forti, vi posso descrivere come procedono incessantemente i lavori per la costruzione di un bulding accanto al mio, da circa una settimana infatti giorno e notte un martello pneumatico lavora incessantemente incurante del sonno e del riposo degli abitatanti del quartiere e fermandosi solo per cinque volte al giorno quando il muezin alza il suo canto di preghiera...
giovedì 28 gennaio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
Saluti da Doha
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Sono quasi 10 giorni che sono a doha e il tempo è volato, il cantiere mi stanca da morire e il we è sempre troppo lungo, qui non ha nulla a che vedere con l'idea che avevo io del mondo arabo, la gente è aperta, ognuno può manifestare apertamente la propria religione, è una babele in un certo senso, migliaia di facce, di lingue, di sfumature della pelle, sono tutte diverse e tutte ugualmente affascinanti. Oggi ho fatto 4 dei 7 km della "cornice" la passeggiata a mare, bellissima il museo islamico con la sua penisola da un lato e lo skiline dall'altro, il sole, l'odore del mare, chi mi mancava sarebbe banale dirlo, ma per questo, per ora solo per questo, stringo i denti e vado avanti. Presto spero di poter condividere le foto, per oggi solo le emozioni...
mercoledì 6 gennaio 2010
Vado a comprare i datteri
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Vado a comprare i datteri, dopo esattamente 10 mesi dal rientro da Khurais, ritorno nel golfo persico, questa volta in Qatar, per un paio di mesi. Sono felice, spero di lavorare un sacco, voglio fare esperienza, foto e perchè no divertirmi... Naturalmente la rinuncia più grande, quella che mi fa guardare tutto con un pizzico di malinconia a questa nuova avventura è la lontanza forzata dai i miei cari e dalla mia A-punto. A lei in particolare va il mio ringraziamento e il mio pensiero per essermi come sempre di grande aiuto anche quando vorrebbe cedere al desiderio di non farlo, sostenere e condividere i sogni di chi si ama non è facile, ma lei in questo è maestra.
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