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venerdì 22 luglio 2011

Una nuova avventura...

Che ero un appassionatore lo avevo ampiamente dichiarato e anche la mia passione per gli orologi era nota a chiunque mi conosca ma anche ai lettori del presente blog. Negli ultimi mesi, unendo la voglia di stare insieme, di parlare di orologi e di scegliere un orologio che sia un piccolo auto-compenso per il lavoro svolto in cantiere io ed altri due colleghi ci siamo incontrati e confrontati sull'argomento. Spedizioni conoscitive nelle varie gioiellerie (super lussuose) di Doha, accesi dibattiti, scambio di materiale informativo, corrispondenza sull'argomento, briefing, meeting e lunch negli ultimi tre mesi sono stati dedicati all'argomento. Dopo tanto parlare e confrontarsi siamo giunti all'acquisto di un segnatempo. Così soddisfatti dell'acquisto ma insoddisfatti della fine di un bel confronto che non vi era più abbiamo deciso di continuare a coltivare la passione per gli orologi insieme con questo blog: la compagnia dell'orologio buona lettura!

mercoledì 25 novembre 2009

Se fossi...

Se fossi un calciatore sarei uno di quelli che approdato in una grande squadra non trova lo spazio per giocare.
Se fossi un libro sarei un racconto, una storia, magari non particolarmente bella ma sicuramente complicata ed interessante.
Se fossi una vettura sarei una utilitaria tedesca che ha macinato tanti chilometri e che ne vorrebbe fare tanti altri ancora.
Se fossi una canzone sarei una di quelle canzoni che si cantano "a cappella" in macchina con i finestrini abbassati, mentre si suona il clacson per salutare i passanti.
Se fossi un animale sarei un cane, fedele, allegro, malinconico ma anche pericoloso.
Se fossi un oggetto vorrei essere un orologio, un Jaeger-LeCoultre. Magari un reverso, elegante, complicato, per intenditori insomma.


(Reverso perchè quando i giocatori di polo lo utilizzavano non esistevano i cristalli resistenti e per proteggerli avevano un meccanismo che fa ruotare il quadrante... geniale!!)

Jaeger-Le Coultre

lunedì 20 luglio 2009

Per chi deve andare sulla luna...


Degli automatici è il più famoso, quello che ti fa ricordare che un prodotto di massa, come la vespa, la 500, la bialetti può entrare nella storia dell'uomo e diventarne un must, parlo di un orologio, l'omega speedmaster, per chi non lo sapesse la sua storia è collegata ad un evento importantissimo che è avvenuta proprio 40 anni fa, il più romantico dei sogni che si sono avverati: la conquista della luna!!!

Per chi ha voglia di saperne di più ecco a voi la storia dell'orologio di chi, un pò come me, sta sulla luna...



Creato nel 1957, "dotato dell'attestato NASA di idoneita per tutte le missioni spaziali con equipaggio" nel 1965 e sottoposto, nel 1978, ad una serie di test che prevedevano condizioni di assenza di gravita, campi magnetici, urti, vibrazioni e temperature estreme (da -18 a + 938 C), Speedmaster Professional fa oggi parte dell'attrezzatura standard EVA (Extra Vehicular Activity od attivita extra-veicolare) utilizzata da tutti gli astronauti per le loro passeggiate nello spazio. Lo Speedmaster, protagonista di sei allunaggi, si trovava al polso del primo e dell'ultimo uomo che ha posato il piede sulla Luna, rispettivamente Neil Armstrong it 21 luglio 1969 ed il testimonial OMEGA Eugene Cernan nel dicembre 1972!
Il 21 luglio 1969, alle 2,56 ora di Greenwich, l'uomo mette piede per la prima volta sulla Luna! "Un piccolo passo per un uomo, un balzo enorme per l'umanita", sono le parole dell'astronauta Neil Armstrong. Nel 1970,il medesimo cronografo svolge un ruolo di primo piano nel salvataggio della missione Apollo 13 in seguito ad un'esplosione a bordo, cronometrando i tempi di accensione del motore indispensabili per far rotta verso la Terra. Questo episodio vale ad OMEGA lo "Snoopy Award", la massima onori f icenza assegnata dagli astronauti NASA. In seguito ad una serie di test fra i più duri della storia dell'orologeria, Speedmaster Professional, robusto, preciso ed affidabile al cento per cento, e stato scelto dalla NASA per accompagnare l'uomo in una delle piu grandi avventure di tutti i tempi.
Dal luglio 1975, data dello storico rendez-vous spaziale fra le navicelle Apollo e Soyuz, anche i Russi hanno scelto lo Speedmaster come proprio cronografo ufficiale per tutte le missioni spaziali con equipaggio.

lunedì 22 settembre 2008

A me mi piace assai il MoMA

Tra qualche giorno la mia sorellina compierà 18 anni e ufficialmente non sarà più una bambina, almeno per lo stato italiano, voterà, guiderà e firmerà le giustificazioni... ma quel che più importante affronterà presto l'esame di maturità e quelli universitari. Sono convinto che vedrà rivoluzionati i suoi punti di vista le priorità e comincerà ad apprezzare meglio tutto.

Visto l'evento, ho pensato a lungo ad un regalo che le potesse far piacere, un oggetto simpatico originale e che le potesse far ricordare l'evento almeno per un po' di tempo. Credetemi la ricerca di un oggetto simile non è stata semplice. Poi ho unito il suo interesse sempre più crescente per il design, il mio per gli orologi (fare un regalo che piace non fa mai male) e così l'idea di farle un regalo originale si è concretizzata sfogliando un catalogo di prodotti del MoMAstore negozio ufficiale del più famoso museo d'arte moderna il MoMA per l'appunto.



L'orologio si chiama Reveal Watch di Daniel Will-Harris (2001), e nasce per permettere ad un orologio analogico di poter essere letto in maniera digitale, è come se volesse dire che anche ciò che è classico può essere comodo e facile, mantenendo per di più uno stile che di certo non appartiene ai freddi orologi digitali.

Ritengo che qualcosa di più vada detta sul suo autore, un designer definito un pioniere della grafica computerizzata, scrittore di bestseller, creatore di font e di numerose locandine famose.

Il motivo principale per cui lo mostro è perché tra me e lui c'è di mezzo un oceano e non sono sicuro che arrivi in tempo, che tra l'altro non è una gran cosa per un orologio...

venerdì 2 maggio 2008

A me mi piace assai l’orologio: il Calibro 89


In un precedente post, avevo accennato ad un orologio, un Patek Philippe, esso è il segna tempo più complicato al mondo.Vorrei approfondire un pò l'argomento, esso è stato realizzato per celebrare i 150 della casa elvetica, sono stati necessari 5 anni di progettazione e 4 di realizzazione. Il peso di questa "cipolla delle meraviglie" è di 1100 g, al suo interno sono presenti 1728 componenti, 18.000 alternanze l'ora e 33 complicazioni!!!!!

Al suo interno sono compresi un calendario perpetuo!!!!! l'indicazione della pasqua e inoltre mostra le costellazioni del cielo sopra Ginevra. Il sorgere del sole e della luna, ma anche il calendario lunare e un termometro...

Allego un pò di link per chi volesse saperne di più:

cap. XII l'orologio più complicato del mondo.

immagini a colori dell'orologio.

museo Patek Philippe.

lunedì 28 aprile 2008

A me mi piace assai l’orologio: toglietemi tutto ma… datemi un automatico.

Gli orologi, ovvero macchine che misurano il trascorrere del tempo, esse sono per definizione totalmente meccanici e privi di batteria. Un orologio per appunto meccanico, a carica manuale o a carica automatica, è una macchina estremamente complicata, è un sunto di tradizione, ingegneria ma anche gioielleria ed eleganza. Chiunque abbia visto il movimento della lancetta dei secondi di un orologio automatico ha potuto constatare, come questo sia elegante, meravigliosamente fluido e come esso sia riconducibile al movimento degli astri terrestri, da cui deriva per l’appunto. Il movimento di un orologio al quarzo, invece avviene di scatto, in maniera poco fluida, esso tradisce un certo nervosismo, proprio il nervosismo tipico degli anni in cui è nato (anni ’70). Quest’ultima caratteristica è una cosa che mi piace e mi sorprende in un orologio, questo è elegante nel movimento, il suo funzionamento è totalmente naturalista, sa di antico, di un tempo che non c’è più, quando gli uomini desideravano essere gentil, le donne erano madame, e valori come il rispetto dell’altro, della famiglia, dell’infanzia, dei popoli erano in auge.

Un orologio al quarzo, invece è frutto di energia elettrica in una bobina, che induce oscillazioni in un quarzo, da questa oscillazioni e da semplici considerazioni matematiche e circuiti informatici ne escono fuori modernissimi accessori, in grado di misurare secondi, multipli e sottomultipli, giorni anni, ma anche temperature umidità e quant’altro un termometro e un po’ di programmazione spicciola possa indicare. Ritengo che essi siano utili, magari anche precisi, ma il loro movimento è del tutto anonimo, privo di originalità, freddo.

Un orologio automatico, invece si muove in simbiosi con chi lo porta, rispecchia in qualche modo il suo proprietario, se egli è una persona dinamica, la sua “reserve” sarà costantemente al massimo, invece se la vita che si ha è di tipo sedentaria allora l’orologio avrà poca carica automatica. Come un cane fedele, esso si muove perché il suo proprietario si muove, se questo si ferma anch’esso lo farà. Le complicazioni di un orologio meccanico sono frutto di alta ingegneria, infatti il calcolo matematico alla base è identico a quello di un orologio a batteria, ma la sua realizzazione è frutto di un grande sforzo intellettuale, l’uomo attraverso la costruzione degli orologi cerca di piegare la fisica ai suoi voleri, e affronta problemi di fisica, quali l’attrito, l’energia potenziale ma anche la precisione degli strumenti di misurazione. Il Patek Philipe calibro ’89 è stato costruito in 9 anni e ha ben 33 complicazioni (ovvero funzioni speciali), 18.000 alternanze l’ora, 1728 componenti, esso è totalmente meccanico, è un opera d’arte e d’ingegneria, meriterebbe di stare in un museo e no di essere chiamato, come tanti altri, semplicemente orologio.

Ecco cosa mi piace di un orologio, il suo essere complicato, elegante, ingegnoso ma anche unico e frutto di tradizione ed esperienza.Ne posseggo solo due e ne vorrei avere tanti di più, ma mi accontento di godermi quelli che ho e sognare di averne di più complicati e pregiati.